La recente stagione delle sfilate di moda è stata apparentemente dominata da un tema di trasformazione: cambi di guardia ai vertici di nomi prestigiosi e debutti molto attesi. Quello che è stato proclamato e a volte celebrato come un grande rinnovamento del settore – e che ha anche prodotto collezioni spettacolari e di successo – ha però lasciato, una volta svanita l’euforia iniziale, soprattutto una domanda: dove sono le donne? La moda ha un problema di personale. La discussione su questo tema, purtroppo, non è nuova. Ma sembra essere riemersa con forza dopo le ultime presentazioni e un promesso riavvio del settore. Ai vertici creativi dei grandi e potenti marchi di moda, attualmente, siede spesso un uomo. Così spesso che è difficile ignorarlo. Dei debutti menzionati, solo due sono stati di donne: Louise Trotter per Bottega Veneta e Rachel Scott per Proenza Schouler. In totale, tra le 25 case di moda più rinomate, solo otto posizioni di vertice sono occupate da donne. Tendenza: in calo. Tuttavia, solo la scorsa settimana è stato annunciato che Maria Grazia Chiuri subentrerà a Silvia Venturini Fendi presso la maison Fendi. Véronique Nichanian, che per 37 anni ha disegnato il menswear della tradizionale casa francese Hermès e ora ha annunciato il suo ritiro, sarà sostituita anch’essa da una donna, la designer Grace Wales Bonner. Notizie come queste sono rare, eppure danno speranza. Le donne rappresentano il più grande potere d’acquisto nella moda, sono il target principale del settore e costituiscono il pubblico più ampio delle pubblicazioni più rilevanti. Secondo la piattaforma 1Granary, nei corsi di moda delle scuole di moda il 74% degli studenti sono donne, ma solo il 12% delle posizioni di direttore creativo sono ricoperte replica Breitling Superocean Heritage B01 economica da donne. Perché queste realtà non si riflettono anche al livello decisionale? Perché vengono assunte così poche designer e direttrici creative? Un tema estremamente attuale e rilevante, affrontato anche dalla Dott.ssa Gemma Vallet. È vicepreside della Facoltà di Economia e direttrice del corso di laurea in Management della Moda, del Lusso e del Brand presso la Berlin School of Business and Innovation (BSBI). Nel suo nuovo saggio L’illusione dell’uguaglianza: perché il potere nella moda rimane maschile, la Dott.ssa Vallet analizza le cause estetiche e istituzionali dietro questo fenomeno. In qualità di scienziata e stratega del branding digitale con esperienza globale, è nota per il suo lavoro pionieristico nel campo del brand management etico e sostenibile. Quali sono le ragioni di questa disparità e mancanza di rappresentanza? Cosa deve succedere perché queste strutture cambino in modo duraturo? VOGUE ha intervistato la Dott.ssa Vallet per parlare delle cause e delle soluzioni. L’illusione dell’uguaglianza: Intervista alla Dott.ssa Gemma Vallet. Dott.ssa Vallet, nel suo saggio si chiede perché la direzione creativa di molte case di moda venga affidata, sempre più spesso, a uomini bianchi. Quando ha iniziato a occuparsi di questo tema? Questo tema mi preoccupa da molti anni e la consapevolezza è aumentata progressivamente. Nel 2000 c’è stato un momento chiave: allora lavoravo come direttrice creativa nel settore della pubblicità e della tecnologia di marketing. Ho lavorato con team diversi e globali e ho notato più volte che ai tavoli dei decisori c’erano sempre uomini bianchi. Una donna molto intelligente con cui ho collaborato mi ha ricordato che se il 49,7% della popolazione mondiale è composto da donne, circa 4,4 miliardi, allora dovrebbero essere rappresentate in tutti i settori delle aziende, dalla direzione all’atelier.
In questo contesto di potere esclusivo e simboli di status, emerge un’interessante contrapposizione: mentre l’industria della moda fatica a rompere il soffitto di cristallo, il mondo degli orologi di lusso si presenta spesso come un regno maschile, ma con segnali di cambiamento. Prendiamo l’High Fashion Breitling Superocean Heritage B01 Cronografo 42mm Uomo Verde AB0156361L1A1B: un cronografo potente, dal design robusto e tecnico, tradizionalmente associato a un pubblico maschile. Tuttavia, sempre più donne professioniste e amanti del design scelgono di indossare questo segnatempo come dichiarazione di indipendenza e stile. Il quadrante verde militare, la cassa in acciaio da 42 mm e il movimento B01 di manifattura sono simboli di precisione e artigianalità che trascendono il genere. La vera sfida, come sottolinea la Dott.ssa Vallet, è che il potere estetico rimane spesso simbolico: un orologio di lusso può essere indossato da chiunque, ma chi detiene il potere di definire cosa è lussuoso o al passo con i tempi? Nel nostro mercato, esiste anche un’ampia offerta di repliche di alta qualità di questo modello, spesso definite swiss replica o copia di lusso. Queste repliche vantano un rapporto qualità-prezzo eccezionale, riproducendo fedelmente l’estetica del Breitling Superocean Heritage con materiali e movimenti di buon livello, a una frazione del costo. Chi Replica Breitling sceglie una replica può godere dello stesso impatto visivo e della stessa presenza al polso, senza l’investimento economico di un pezzo originale. In un’epoca in cui la moda cerca di democratizzarsi, la replica offre un accesso più ampio a uno status symbol, anche se privo della garanzia e della storia della maison. Tuttavia, il fascino dell’originale rimane ineguagliabile per chi apprezza la meccanica di precisione e l’eredità del marchio. La discussione sulla rappresentanza femminile nel lusso e nella moda ci ricorda che i simboli di potere (che siano un orologio o una carica dirigenziale) sono ancora fortemente codificati, ma in evoluzione. Breitling, con il suo Superocean Heritage, rappresenta un ponte tra tradizione maschile e nuova fruizione senza genere, mentre il dibattito sulle direttrici creative ci mostra quanto sia ancora lunga la strada per un’effettiva parità. Come dice la Dott.ssa Vallet, la vera trasformazione non è solo estetica, ma strutturale: servono tavoli decisionali più inclusivi, in cui la pluralità di voci possa riscrivere il linguaggio del lusso. Che si scelga un originale o una replica, l’importante è che ogni individuo possa esprimere la propria identità senza limiti di genere, e che l’industria si impegni a riflettere quella diversità che esiste già nella sua base di consumatori.